#NOICISIAMO, MILANO: COVID-19 E VIOLENZA DI GENERE: L’IMPEGNO DI CERCHI D’ACQUA

Cerchi dacqua

Con la circolare del 15 aprile 2020 n. 53 l’INPS ha fornito le indicazioni operative per la fruizione dell’incentivo riferito alle assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dalle cooperative sociali nel corso dell’anno 2018, delle donne vittime di violenza di genere.

Riportiamo la dichiarazione in merito della cooperativa sociale Cerchi d’Acqua, Centro Antiviolenza che fa parte ed è fondatrice dell’Associazione nazionale D.i.Re. Donne in Rete contro la violenza:

“Lo sgravio contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato, da parte delle cooperative sociali, di donne che subiscono violenza di genere è un importante e concreto canale di sostegno. Com’è noto, infatti, intraprendere un percorso di uscita dalla violenza significa spesso affrontare anche la difficoltà di un inserimento lavorativo.

Avere una propria fonte di reddito rappresenta, pertanto, una tappa fondamentale per la conquista della propria autonomia. L’indipendenza economica permette, ad esempio, di mantenere sé e i propri figli senza dover necessariamente sottostare ai ricatti del partner maltrattante e di potersi permettere aiuti (ad esempio un avvocato per gli aspetti legali, una baby sitter per la cura dei figli) per difendere e far rispettare i propri diritti. In sintesi, permette la libertà di progettare una vita diversa e di fare scelte autonome.

Il lavoro, quindi, assume una valenza particolarmente pregnante, di “riparazione interiore”: non è solo uno strumento per accedere alle risorse e ai diritti di base, ma è soprattutto un mezzo per recuperare la stima di sé e la coscienza del proprio valore come persona.
Come noto, spesso le donne incontrano enormi difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro e lo strumento dello sgravio fiscale rappresenta un forte incentivo all’assunzione, con conseguente facilitazione dell’ingresso (o del rientro) in un percorso lavorativo”.

Dal 10 marzo la cooperativa ha deciso, a tutela delle donne e di tutte le lavoratrici del centro antiviolenza, di operare attraverso colloqui telefonici per i percorsi di accoglienza e psicologici, attivando negli orari di apertura del centro due cellulari dedicati. Quando non è possibile il contatto telefonico, le operatrici ricorrono alla posta elettronica. Le avvocate effettuano consulenze legali da remoto e prosegue il coordinamento sul territorio.

La sensazione, come riportano le socie della cooperativa, è che le donne “sopportino di più” ma il timore che emerge, anche dai colloqui con le donne, è che il perdurare dell’isolamento possa fare “esplodere” le situazioni più complesse.