L’intervento di Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia dopo l’articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio che ha pubblicato questa nota:
«Le cooperative operano nel pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, sottoscritto insieme alle organizzazioni sindacali. Ribadiamo con chiarezza il ruolo e l’impegno della cooperazione sociale verso comunità e lavoratori. La cooperazione sociale rappresenta, infatti, un pilastro del welfare territoriale e nazionale, espressione di un’imprenditorialità sociale capace di coniugare qualità dei servizi e responsabilità collettiva».
Così Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia intervengono a seguito delle recenti dichiarazioni delle organizzazioni sindacali Cisl Emilia Centrale, Fp Cgil, Uil e Adl Cobas – che hanno trovato spazio sulla Gazzetta nei giorni scorsi – sulle disparità di retribuzione tra educatori e insegnanti che lavorano nei nidi e nelle scuole dell’infanzia gestiti dalle cooperative sociali e quelli che svolgono lo stesso lavoro nelle strutture comunali, con i primi che guadagnano fino a 300 euro netti mensili in meno.
«Ogni giorno migliaia di operatrici e operatori garantiscono servizi educativi, assistenziali e di inclusione fondamentali per la qualità della vita delle persone, contribuendo alla coesione sociale e allo sviluppo dei territori – evidenziano Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia -. A Reggio Emilia ciò avviene dentro un modello riconosciuto a livello internazionale, fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale. Il recente rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ha rafforzato le tutele, con un aumento salariale complessivo superiore al 14% e l’introduzione progressiva della quattordicesima mensilità.
A questo si affiancano strumenti integrativi: sanità complementare, welfare aziendale, ristorni e misure di sostegno alla genitorialità e alla conciliazione vita-lavoro». E ancora: «Le criticità evidenziate meritano confronto, ma vanno affrontate senza semplificazioni. Siamo di fronte a un passaggio decisivo: il pubblico da solo non sarà sufficiente a sostenere la domanda crescente di welfare. Il rischio è uno spostamento verso un mercato puramente profit, con servizi accessibili solo a chi può permetterseli. In questo scenario, la cooperazione sociale rappresenta una risorsa strutturale: una forma d’impresa che, per natura e funzione, può affiancare le istituzioni, garantendo equità, qualità e innovazione». «Con adeguate risorse e un pieno riconoscimento del ruolo progettuale – concludono le centrali Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia – la cooperazione è in grado di esprimere flessibilità organizzativa, competenze e capacità di risposta ai nuovi bisogni, contribuendo a rafforzare un sistema di welfare inclusivo, sostenibile e condiviso per i prossimi anni».

