Vent’anni al servizio del riuso sociale dei beni confiscati mettendo a disposizione le competenze dei soci e buone pratiche imprenditoriali cooperative. È il percorso fatto fin qui dall’associazione senza fini di lucro Cooperare con Libera Terra – Agenzia per la promozione cooperativa e la legalità, nata a Bologna il 27 maggio 2006 dall’intuizione di Libera e delle cooperative Legacoop, con l’obiettivo di agevolare il periodo di start up delle cooperative sociali nate per gestire i beni confiscati alle mafie e per supportare i progetti di riuso sociale degli stessi.
In attesa di un evento di respiro più ampio, che porti una riflessione sul futuro del riuso sociale cooperativo dei beni confiscati, che si svolgerà il prossimo settembre in occasione dell’assemblea dell’associazione, Cooperare con Libera Terra brinderà ai suoi 20 anni di impegno mercoledì 27 maggio (ore 18) con un aperitivo di compleanno a Bologna a PizzArtist, presso il DLF. PizzArtist è una realtà imprenditoriale sequestrata, in amministrazione giudiziaria, che l’Agenzia sta supportando nella verifica della fattibilità di un progetto di continuità aziendale.
Oltre al saluto della presidente Rita Ghedini hanno confermato la presenza l’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni, la delegata alla Legalità di Comune e Città Metropolitana, Giulia Sarti, il referente di Libera Bologna, Andrea Giagnorio e l’amministratrice giudiziaria Stefania Di Buccio.
I soci dell’Agenzia, che mettono gratuitamente a disposizione di questi progetti le proprie competenze ed esperienze, sono passati dai 25 iniziali ai 76 attuali, consolidando negli anni a una dimensione nazionale.
Oltre allo sviluppo del progetto Libera Terra (che oggi conta sette cooperative sociali in tre regioni – Sicilia, Calabria e Campania – e un consorzio per la commercializzazione), sono vari i progetti in cui le competenze dei soci sono state messe a disposizione delle realtà vicine all’associazione Libera in progetti d’impresa cooperativa realizzati dal riuso di beni o dalla trasformazione di aziende in worker by out cooperativi, attraverso percorsi partecipativi su beni confiscati alle mafie.

