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Noemi, Vanessa, Valentina, Chiara. Ogni giorno si prendono cura dei bambini negli asili nido e nelle attività educative. Sono educatrici, una delle figure professionali in cui si definisce il “lavoro sociale”. Un ambito troppo spesso nascosto che non riceve la giusta attenzione pubblica per il ruolo fondamentale nel welfare, nella cura, nella rigenerazione urbana, nell’inclusione e nello sviluppo delle comunità.
Sono figure anche descritte da una retorica sterile come “angeli”, “eroi” o addirittura “supereroi”, ma loro non si sentono così: vogliono solo essere ascoltate insieme a tutti i professionisti e i lavoratori sociali. E ribadiscono questo loro concetto nel primo dei tre video che rientra nella campagna “Valori Controvento” di Legacoopsociali per tutto il mese di novembre.
Si parla di un settore che ha numeri importanti: 355mila dipendenti con contratto di lavoro, circa 40mila lavoratori svantaggiati e oltre mezzo milione di persone che lavorano nella cooperazione sociale.
“I servizi di infanzia nati in alcuni territori del nostro Paese – afferma Massimo Ascari, presidente nazionale Legacoopsociali – rappresentano una struttura che permette alle famiglie una continuità lavorativa e di inserire i bambini già dalla prima infanzia in un contesto educativo collettivo. Purtroppo da un po’ di tempo il lavoro sociale non trova un riconoscimento”.
Il video è stato realizzato dal giornalista Alessio Viscardi con il coordinamento dell’Ufficio Comunicazione di Legacoopsociali e con la collaborazione delle cooperative sociali Cooss Marche e K2B: rientra nella campagna “Valori Controvento” di Legacoopsociali, ideata e sviluppata insieme al Gruppo nazionale Comunicazione.
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