“Apprendiamo con grande soddisfazione la pubblicazione del testo sulle Linee Guida per la revisione prezzi ordinaria perché rappresentano un risultato importante per le cooperative sociali. Pensiamo che sia di grande rilevanza per l’aspetto innovativo negli appalti pubblici del Paese alla vigilia di una stagione di rinnovi contrattuali anche per la cooperazione sociale. Si apre una nuova stagione nella quale il lavoro riassume il valore che merita e non appare più un elemento residuale nella gestione dei servizi pubblici. Proprio in un momento in cui è necessario riassegnare il giusto riconoscimento al lavoro sociale”.
Lo dichiara Massimo Ascari, presidente nazionale di Legacoopsociali che in questi mesi ha avuto un ruolo importante nella Consulta dei Servizi. Le Linee Guida riconoscono la revisione prezzi ordinaria come strumento di presidio dell’equilibrio contrattuale nei contratti di durata e forniscono alle stazioni appaltanti indicazioni operative per l’inserimento delle clausole nei documenti di gara, per la definizione degli indici applicabili, per l’accantonamento delle risorse nei quadri economici e per la gestione della fase esecutiva.
Per Legacoopsociali e per la Consulta dei Servizi questo è un avanzamento concreto, perché interviene su uno dei nodi più rilevanti per la sostenibilità degli appalti di servizi e forniture: la necessità di evitare che l’aumento dei costi, la dinamica delle retribuzioni, la volatilità dei fattori produttivi e le condizioni di mercato compromettano l’equilibrio dei contratti, la continuità dei servizi e la tenuta delle imprese.
Inoltre sottolineiamo il valore dell’impostazione che distingue tra revisione straordinaria e revisione ordinaria, riconoscendo a quest’ultima una funzione essenziale nei contratti continuativi, periodici e ripetuti nel tempo. È una cornice utile per servizi indispensabili al funzionamento quotidiano del Paese: pulizie e sanificazioni, ristorazione collettiva, servizi ambientali e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, lavanolo, sterilizzazione e gestione dei dispositivi medici, facility management e altre attività essenziali svolte ogni giorno in ospedali, scuole, uffici pubblici, aziende e strutture collettive.
La pubblicazione delle Linee Guida rappresenta quindi un primo risultato del lavoro comune portato avanti con la Consulta dei Servizi, che riunisce 19 associazioni nazionali e 4 rappresentanze di filiera, espressione di un comparto che conta circa 45 mila imprese, quasi un milione di lavoratrici e lavoratori e genera un valore economico superiore ai 70 miliardi di euro.
Ora, tuttavia, la fase decisiva sarà quella applicativa. Le indicazioni contenute nelle Linee Guida dovranno tradursi in clausole chiare, risorse accantonate, criteri coerenti e procedure effettivamente utilizzabili dalle stazioni appaltanti. Senza un’applicazione uniforme nei bandi e nei contratti, la revisione prezzi ordinaria rischia di restare uno strumento solo potenziale, mentre per i servizi di durata deve diventare una prassi amministrativa ordinaria, trasparente e verificabile.
Pur riconoscendo il valore del traguardo raggiunto, con la Consulta ritieniamo che esso non possa e non debba rappresentare il punto di arrivo. Le Linee Guida costituiscono un importante avanzamento interpretativo e operativo, ma il settore dei servizi continua ad avere bisogno di un definitivo riequilibrio normativo che riconosca pienamente la propria specificità economica e organizzativa rispetto al comparto dei lavori.
Il tema non è soltanto tecnico. Riguarda la qualità e la continuità di servizi essenziali per cittadini, amministrazioni, lavoratrici, lavoratori e imprese. Riguarda la possibilità di costruire appalti sostenibili, capaci di reggere nel tempo e di garantire prestazioni adeguate senza scaricare sulle imprese e sulla filiera gli effetti di dinamiche economiche non governabili.
Per questo con la Consulta dei Servizi auspichiamo la prosecuzione del confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Governo, con il Parlamento, con le Autorità competenti e con le stazioni appaltanti, affinché le Linee Guida siano attuate in modo omogeneo e diventino parte di un quadro più stabile, equilibrato e coerente per gli appalti di servizi e forniture

