UDINE, ALLA FONDAZIONE FRIULI LA CHIUSURA DI “SALUTE MENTALE DI COMUNITÀ PER I GIOVANI”

Cosm
Si è concluso a Udine nella sede della Fondazione Friuli il percorso “Salute Mentale di Comunità per i Giovani”, promosso dal Consorzio COSM nell’ambito del progetto europeo EU-PROMENS, in collaborazione con ASUFC, ASFO e ASUGI. Oltre 450 partecipanti, 12 incontri in tutta la Regione, più di 100 ore di formazione e una rete regionale che continua a crescere per promuovere la salute mentale delle nuove generazioni.
Un percorso partecipato che ha coinvolto operatori sanitari e sociali, educatori, insegnanti, studenti, amministratori locali, cooperative sociali, associazioni e polizia locale, con un obiettivo comune: costruire una rete territoriale sempre più forte e integrata per intercettare precocemente il disagio giovanile e promuovere il benessere mentale.
L’evento ha restituito il lavoro svolto attraverso la presentazione del report finale, presentato da Christian Gretter: una vera e propria mappa di servizi, esperienze e proposte operative costruita insieme ai diversi attori della comunità.
La tavola rotonda moderata da Paolo Felice, presidente di Legacoopsociali FVG, sulla salute mentale dei giovani, ha visto confrontarsi i direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale, per ASUFC Marco Bertoli, Cristina Meneguzzi per ASFO e Stefano Semenzin per ASUGI, insieme a Michela Vogrig, presidente del Consorzio COSM, e alla peer support del progetto Youngle Emma Paliga, e ha messo in evidenza l’importanza della prevenzione, del lavoro di rete e della progettazione partecipata.
Tra le esperienze presentate, il progetto Youngle, network nazionale che realizza un servizio gratuito di peer education e ascolto online gestito da giovani per i giovani. Il progetto, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come buona pratica, é già sviluppato nel sandanielese da ASUFC e COSM e si sta ampliando sul territorio regionale.
A concludere i lavori, l’Assessore regionale alla Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha ribadito l’importanza di consolidare l’alleanza tra istituzioni, servizi sanitari, Terzo Settore e comunità locali per costruire un modello sociosanitario sempre più integrato e capace di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.
Abbattere le barriere culturali e operative è un’urgenza indifferibile, da perseguire promuovendo una visione multidisciplinare che unisca le risposte cliniche a quelle sociali. L’esperienza del Friuli Venezia Giulia è un fulgido esempio di alleanza tra il settore pubblico e la componente sociale, indispensabile per affrontare sfide che colpiscono ogni fascia d’età.