PESARO, I RISULTATI DELLA PIÙ AMPIA RICERCA MAI CONDOTTA SULLA COMUNITÀ EDUCANTE

Didattica innovativa sostenibile

Restituire i risultati della prima fase di Analisi e Ricerca del progetto Innovazione Didattica Sostenibile, finanziato dalla Regione Marche con fondi europei. È stato questo l’obiettivo di Ascoltare per Innovare il seminario di giovedì 8 gennaio 2026 all’Istituto di Istruzione Superiore A. Cecchi di Pesaro. All’incontro hanno partecipato 160 persone tra docenti, familiari, studentesse e studenti. Sulla base dei bisogni emersi, sono stati progettati 10 moduli formativi che si svolgeranno da febbraio a maggio 2026.

Innovazione Didattica Sostenibile è un’iniziativa di 24 mesi (maggio 2025 – maggio 2027) finanziata dalla Regione Marche con fondi europei, promossa dall’Istituto “A. Cecchi” in collaborazione con Labirinto cooperativa sociale. L’obiettivo del progetto è contrastare la povertà educativa attraverso metodologie didattiche innovative. Il progetto ha suscitato grande interesse nell’intera comunità educante. Durante l’incontro dell’8 gennaio, infatti, 60 persone, tra corpo docente, familiari, studentesse e studenti, hanno assistito in presenza nell’Aula Magna dell’Istituto alla presentazione dei risultati dell’indagine esplorativa, insieme e oltre 100 collegate online.

Ad aprire i lavori è stato il Dirigente Scolastico, Riccardo Rossini, che ha sottolineato come l’Istituto A. Cecchi sia sempre stato una scuola aperta all’innovazione, capace di cogliere le opportunità offerte dal PNRR, dai bandi regionali e da tutte le iniziative che permettono alla scuola di restare al passo con i tempi e di rispondere alle sfide del presente.

Roberto Travaglini, docente di Pedagogia sperimentale della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Urbino, ha quindi inquadrato il lavoro dal punto di vista pedagogico ed educativo, evidenziando la necessità di scuole sempre più aperte al mondo esterno, capaci di diventare veri e propri laboratori di esperienza capaci di diventare ambienti di apprendimento attivo, dove il sapere si costruisce attraverso l’esperienza diretta, il contatto con il territorio e la sperimentazione pratica, superando i confini dell’aula tradizionale.

Laura Sgreccia, coordinatrice per Labirinto per la fase di Analisi e Ricerca, ha presentato il lavoro da lei condotto con il supporto di esperti e esperte della cooperativa, formatori esterni e un team di docenti motivati che hanno sostenuto il coinvolgimento di colleghi e colleghe, studentesse e studenti all’interno della scuola. Il capillare lavoro di approfondimento ha raccolto 1.087 questionari e 9 interviste approfondite, coinvolgendo tutte le componenti della comunità scolastica: 122 docenti (67,8% del corpo insegnante), 548 studentesse e studenti (68,5%), 381 famiglie (47,8%), 13 educatrici e educatori di sostegno e 14 educatrici e educatori del Convitto. A questi si aggiungono le interviste al Dirigente Scolastico e agli 8 coordinatori e coordinatrici di Dipartimento.

Dalla ricerca emerge un dato fondamentale: tutte le componenti della comunità educante convergono sulla necessità di implementare metodologie didattiche innovative, metodologie che si conoscono da tempo ma che necessitano di essere finalmente messe in pratica in modo sistematico.

Il Dirigente Scolastico e i coordinatori e le coordinatrici di Dipartimento concordano sull’importanza di un approccio graduale e condiviso: non rivoluzioni dall’alto, ma passi concreti e sostenibili che coinvolgano e convincano progressivamente tutti e tutte. Le metodologie innovative devono essere flessibili, accessibili e adattabili per rispondere alla varietà dei bisogni educativi, con il Dipartimento di Sostegno che si fa garante dell’accessibilità di ogni innovazione. Fondamentale anche valorizzare ciò che la scuola sta già sperimentando con successo, come il biennio senza voto: un’esperienza che dimostra come il cambiamento sia possibile quando parte dalla motivazione intrinseca e dalla condivisione dei risultati.

I docenti esprimono forte interesse per la formazione su intelligenza artificiale (51,6%), tecnologie digitali (48,4%) e problem solving (40,2%). Il 86% riconosce l’efficacia della didattica esperienziale, sebbene solo il 37% la pratichi sistematicamente, evidenziando un gap tra teoria e pratica che il progetto intende colmare.

Le studentesse e gli studenti hanno le idee chiare: il 70,9% chiede più laboratori pratici e attività esperienziali, il 62,2% desidera meno teoria e più pratica. Un dato sorprendente: il 94,4% si dichiara disponibile a sperimentare nuove metodologie, anche se richiedono maggiore impegno. I Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) ottengono il punteggio più alto: 3,47 su 4, a conferma che quando l’apprendimento è reale, funziona.

Le famiglie rappresentano una risorsa straordinaria: l’85,8% si dichiara favorevole all’innovazione didattica, il 68,8% desidera che i propri figli e le proprie figlie imparino lavorando su progetti reali, il 59,2% vuole più attività pratiche e laboratori. L’87,4% delle famiglie si dichiara inoltre disponibile a collaborare attivamente con la scuola.

Le educatrici e gli educatori di sostegno confermano questa direzione: il 76,9% osserva che le attività pratiche e laboratoriali sono le più efficaci per tutti gli studenti e le studentesse, compresi quelli con bisogni educativi speciali. Dal canto loro, le educatrici e gli educatori del Convitto già utilizzano con successo metodologie come il peer tutoring (78,6%) e il cooperative learning (71,4%), rappresentando un patrimonio di esperienza da valorizzare.

In base alle necessità raccolte, formatrici e formatori hanno presentato brevemente i 10 moduli che saranno attivati: problem solving, peer education, intelligenza artificiale nella didattica, tecnologie digitali educative, flipped classroom, debate, tinkering, valutazione formativa, didattica laboratoriale e outdoor education, cooperative learning.

I moduli, da 12 ore ciascuno per un totale di 120 ore di formazione metodologica, si articoleranno da febbraio a maggio 2026. Ogni docente potrà scegliere uno o due moduli in base ai propri interessi e alle esigenze del proprio dipartimento. Le iscrizioni saranno aperte già da questa settimana, con un minimo di 8 e un massimo di 20 partecipanti per modulo, per garantire un’esperienza formativa di qualità.

A chiudere l’evento è stato nuovamente il Dirigente Scolastico, che ha sottolineato la necessità di sperimentare il nuovo per una scuola al passo con i tempi, pronta a preparare alunne e alunni alle sfide del presente e capace di appassionare e coinvolgere le ragazze e i ragazzi.

La professoressa Guendalina Blasi, coordinatrice del Dipartimento di Lettere, ha concluso il pomeriggio ringraziando a nome di tutto il corpo docente e sottolineando la volontà di mettersi in gioco al fianco delle famiglie e delle studentesse e degli studenti.

Grandi apprezzamenti sono giunti dal pubblico in presenza e da casa per questo evento che ha voluto condividere con tutta la comunità educante un progetto così importante. “Innovazione Didattica Sostenibile” rappresenta un modello di innovazione partecipata costruita sull’ascolto delle reali esigenze di chi vive la scuola ogni giorno.

Maggiori informazioni sul progetto: https://labirinto.coop/didatticainnovativa/