“Ringraziamo la Procura Antimafia, la Corte di Appello e la Guardia di finanza che stamattina hanno confiscato oltre 15 ettari di terreno al clan Schiavone in località Ferrandelle a Santa Maria la Fossa”. Il provvedimento riguarda la confisca definitiva di quattro terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 15 ettari, facenti parte della nota “Tenuta Ferrandelle”, situata nel territorio di Santa Maria la Fossa. I beni risultano riconducibili a Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, storico capo clan.
La Cooperativa Sociale Terra Felix affidataria del terreno adiacente già confiscato nel 1996 è stata oggetto di continui incendi delle coltivazioni negli ultimi 3 anni.
“L’operazione di ieri mattina – afferma il direttore Francesco Pascale – conferma che l’interesse del clan sul patrimonio immobiliare è ancora attivo, siamo contenti che alla collettività possa tornate con l’utilizzo sociale questo ulteriore fondo su cui ci candidiamo alla conduzione per continuare i nostri progetti di agricoltura sociale ed inclusione di giovani disabili che sono stati continuamente minacciati dai continui incendi che hanno distrutto gli ultimi 3 raccolti”.
Sulla vicenda è intervenuta Anna Ceprano, presidente di Legacoop Campania: “Terra Felix insegna che dopo la confisca la destinazione d’uso dei beni e dei terreni confiscati ai clan è fondamentale se riguarda l’economia sociale con finalità inclusive. Ci auguriamo che questa diventi una nuova occasione per implementare le attività su quei terreni e per resistere a chi prova a opporsi al cambiamento nella provincia di Caserta”.
Per il referente di Libera Campania Mariano Di Palma è “encomiabile il lavoro di indagine e di confisca compiuto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Ora bisogna procedere nella direzione di un vero riuso sociale di questi beni, creando connessione e valore con i sistemi virtuosi della cooperazione e dell’economia sociale del territorio”.
Infine Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha aggiunto: “come Legambiente Campania riteniamo fondamentale che questo nuovo fondo venga destinato a finalità collettive, diventando un tassello ulteriore di un modello che unisce economia circolare, agricoltura sostenibile, inclusione sociale e partecipazione dei cittadini. È così che si restituisce davvero valore ai territori: liberandoli dalle mafie e affidandoli a progetti capaci di generare lavoro pulito, comunità e futuro”

