“BASTA CONFUSIONE SU IMPRESA SOCIALE: I CONFINI SONO DEFINITI DALLA LEGGE”
CARLO BORZAGA INTERVIENE NEL DIBATTITO SULL’ECONOMIA SOCIALE DELLA DIREZIONE NAZIONALE
Roma, 26 febbraio 2021 – “È un momento di confusione circa la definizione dei contenuti dell’economia sociale e dei soggetti che ne fanno parte. Una confusione che mal si comprende in quanto non tocca noi definire i confini che, per l’impresa sociale, sono definiti per legge e ne determinano le caratteristiche distintive”. Lo ha detto Carlo Borzaga, presidente Euricse, intervenendo nel dibattito all’interno della Direzione nazionale Legacoopsociali, “Soggetti dell’economia sociale: rischi e opportunità di un ecosistema in espansione”.
Ad aprire la riflessione è stata la presidente nazionale Eleonora Vanni che ha posto alcuni quesiti: “oggi si parla di “terza economia” e di una biodiversità della cooperazione sociale in questo ambito che risulta essere un universo confuso con cui è necessario confrontarsi, senza confonderci, ma valorizzando proprio le nostre specificità, Possiamo farlo senza riflettere su di noi, su come siamo oggi nei diversi contesti dove operiamo? Possiamo non riflettere su quale innovazione per le proposte in diversi ambiti, culturale e sociale deve connotare il nostro impegno? Siamo un soggetto importante dell’economia e nella società e questo ci consegna delle responsabilità a cui non vogliamo sottrarci. Serve una riflessione su dove ci posizioniamo in questo universo confuso e come sviluppiamo le nuove opportunità nonché su come la rappresentanza si confronta con questa realtà in profondo mutamento”.
Borzaga ha poi aggiunto: “poi c’è il timore che le coop sociali possano essere pericolose concorrenti delle imprese tradizionali che oggi si riorientano a obiettivi sociali, ma ci sono due profonde differenze che le distinguono:la finalità sociale esplicita e non autodefinita delle imprese sociali e il vincolo di non distribuzione soprattutto applicato al patrimonio dell’impresa. Questi sono elementi che aiutano a fare chiarezza”.
Per dare i numeri del contesto della cooperazione è intervenuto Mattia Granata del Centro Studi di Legacoop: “al 2019 le aderenti a Legacoop contavano 323mila occupati e 7milioni di soci con 50,7 miliardi di valore di produzione. Per le coop sociali ci sono 105mila occupati e 3 miliardi di valore di produzione. Sulle conseguenze della crisi Covid l’impatto ha colpito categorie come operai, giovani, donne e alcuni settori come alloggi e ristorazione. Per il settore sociale il calo del fatturato vede maggiormente coinvolti i settori del welfare socio-assistenziale mentre è meno nel settore sanitario. Per quanto riguarda la ripresa delle cooperative potrebbe essere più rapida rispetto al resto dell’economia, uno di questo è quello assistenziale”.
Infine, sulla questione della rappresentanza degli interessi della cooperazione sociale Andrea Bernardoni, della presidenza nazionale Legacoopsociali e responsabile regionale in Umbria, ha sottolineato: “la confusione a cui faceva riferimento Borzaga si è tradotta in assenza che si riscontra anche nel confronto avviato sul Piano di resilienza e rinascita. La risposta non sarà avere più mercato perché è parte della causa di ciò che stiamo vivendo e non parte del problema. La visione dell’impresa sociale deve essere di ‘rottura’ non tanto delle singole attività ma del modello in cui esse si svolgono”.

