A PALERMO L’INCONTRO TRA LA COOPERAZIONE E DI MAIO: L’INTERVENTO DI PIPPO FIOLO

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Il 9 maggio a Palermo si è tenuto l’incontro organizzato da Legacoop Sicilia “La cooperazione tra economia e comunità: il futuro 4.0” con la presenza del ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio. Sono intervenuti la presidente nazionale Legacoopsociali Eleonora Vanni e il responsabile regionale Legacoopsociali Sicilia Pippo Fiolo.

Ecco l’intervento di Fiolo che si è rivolto al ministro Di Maio:

Desidero portare La sua attenzione sul nostro logo che mostra un intreccio, per non dire un abbraccio: da un lato ci sono l’interesse e la dignità del lavoratore, che si intersecano inevitabilmente con gli interessi e la dignità del fruitore, creando uno spazio comune, condiviso, interdipendente.

Questo  spazio,  che è lo spazio delle persone con i propri valori e le proprie storie, è in una parola il Welfare che in  Sicilia ha avuto significato d’innovazione e riqualificazione.

Basti pensare alla legge 22/86, primo esempio in Italia di organizzazione dei servizi ed oggi all’innovazione in Sanità nelle Cure Domiciliari, alla riqualificazione attraverso il reinserimento delle persone detenute in progetti di alta inclusione sociale, all’accoglienza della fragilità in ogni sua peculiare sfaccettatura, alla rigenerazione della nostra terra rendendola libera.

Tutto questo è stato realizzato da Palermo a Catania, da Lipari a Lampedusa. Questo è il senso che noi diamo alle nostre “imprese”.

Ma se questo spazio comune viene messo in crisi, il sistema salta.  E lo spazio comune viene messo in crisi dagli Enti Pubblici che ritardano i pagamenti di 36-48 mesi, utilizzando quindi le Cooperative Sociali come fossero veri e proprio bancomat delle Pubbliche Amministrazioni. Per non parlare poi dei Comuni in default che non riescono a garantire la liquidazione delle fatture.

Così facendo le Amministrazioni provocano, direi, una forma di dumping sociale: pagano cioè i nostri Servizi ad un prezzo molto basso costringendo ad uno sforzo immane le Cooperative Sociali che si trovano a dover difendere quello spazio d’interdipendenza che caratterizza la relazione tra chi eroga, e lavora nei servizi, e chi ne usufruisce. Per questo vogliamo più controlli, ma che non devono essere discriminatori.

Sig. Ministro, abbiamo sottoscritto il nuovo contratto collettivo nazionale delle Cooperative Sociali che avrà un’incidenza del 4,6 %, costo che non può ricadere sulle Cooperative Sociali.

Così corriamo il rischio che l’importanza del nostro intervento non venga più percepito dalla società civile che non riesce a cogliere più il valore di un’expertise competente, efficace ed efficiente.

Per questo ci rivolgiamo a Lei, affinché possa metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro e quindi garantire le persone.

Ci servono azioni concrete, fatte di passaggi precisi, in tempi definiti. Solo così possiamo concretizzare un cambiamento e “generare comunità e futuro”, che non è stato solo lo slogan del nostro congresso, ma è il senso che diamo alle cose che facciamo.

Per concludere, Le chiediamo un’interlocuzione diretta e costante, dato che il MISE è il nostro ministero di riferimento, affinché si possa riscrivere un nuovo Patto insieme, per costruire le comunità di oggi e di domani, dove nessuno rimane indietro, dove il lavoro e il rispetto della dignità delle persone tutte diventi opportunità di convivenza pacifica e di progresso.