WELFARE AZIENDALE NELL’ERA COVID: IL MARGINE RIPARTE DAL BENESSERE DEI SOCI

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La cooperazione sociale ha pagato un prezzo molto alto durante il lockdown e nei mesi che sono seguiti. Al netto di tutti gli aspetti drammatici legati a tipologie specifiche di servizi (anziani in particolare, ma anche minori, disabili) e delle speculazioni comunicative che ne sono state fatte, è emersa prepotentemente la necessità di rimodulare l’organizzazione dei servizi e trovare soluzioni nuove per garantire la continuità della cura.

I lavoratori, tutti, hanno dovuto imparare a convivere con l’inquietudine e la paura di un ritorno dei contagi, mentre gli amministratori hanno dovuto porre un’attenzione più forte alla tutela dei lavoratori stessi e al contenimento dello stress nei luoghi di lavoro. Mai come oggi, quindi, parlare di welfare aziendale significa investire nella costruzione di proposte mirate a favorire la conciliazione vita/lavoro, a sostenere la genitorialità, a garantire un aiuto economico.

Un percorso che sta molto a cuore al mondo della cooperazione sociale e che è stato al centro dei lavori dell’ultima assemblea di bilancio della cooperativa Il Margine di Torino. Un’assemblea molto partecipata, che ha riunito in presenza – ma con distanziamento da manuale – oltre 150 soci e socie della cooperativa, anche per approvare la nascita del FONDO FAMILY AUDIT/WELFARE AZIENDALE.

Il Fondo prevede la disponibilità di 100,000 euro da destinare ad azioni di welfare aziendale e potrà essere incrementato, su base volontaria, dai soci stessi. “Ci è sembrata, questa, una risposta di senso a tutto quello che abbiamo vissuto con fatica negli ultimi mesi – ha spiegato Nicoletta Fratta, presidente della cooperativa Il Margine – una restituzione a chi ha attraversato l’emergenza senza risparmiarsi”.

Grazie al FONDO FAMILY AUDIT/WELFARE AZIENDALE verranno così consolidati servizi e iniziative a favore dei soci che si nutrono di un’attenzione costante ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie, in un momento decisamente particolare e pieno di incertezza. Nel concreto, questo significa dare seguito alla certificazione nazionale Family Audit che la cooperativa ha ottenuto nel 2017, attraverso una serie di politiche attive a favore dei soci lavoratori.

In particolare, ai soci viene garantito: orario flessibile e smart working; uno spazio di ascolto e consulenza psicologica per le famiglie; un servizio di baby-sitting; un Bonus Bebè; la possibilità di richiedere un piccolo prestito non soggetto ad alcun tasso di interesse, né spese accessorie di alcun genere.

“Circa l’80% dei nostri soci lavoratori sono donne – commenta ancora Nicoletta Fratta – Mi piace ricordarlo perché significa che la cooperativa, negli anni, è riuscita a lavorare in modo efficace sul tema della conciliazione vita/lavoro e ad offrire un terreno fertile dove le nostre socie possono agire fino in fondo le loro competenze. Consolidare e potenziare le nostre politiche di welfare aziendale attraverso il Fondo vuole essere un segnale importante, che ci fa sentire ancora di più il significato di essere una cooperativa sociale”.