Legacoopsociali Campania aderisce alla manifestazione nazionale contro la costruzione del Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) domani a Castel Volturno.
Nell’ultima direzione di Legacoopsociali Campania è stato approvato un ordine del giorno in cui l’associazione “impegna le proprie associate di settore a non partecipare in alcun modo alla gestione né a Castel Volturno, né altrove di questi luoghi in cui si impiegano risorse pubbliche per annullare i diritti fondamentali delle persone. Il nostro riferimento è la Carta della Buona Accoglienza sottoscritta tra Ministero dell’Interno, ANCI e Alleanza delle Cooperative Italiane nel 2016”.
Per Legacoopsociali Campania “i CPR sono strutture di detenzione amministrativa dove vengono trattenute persone, pur non avendo commesso reati, che restano in attesa di un provvedimento di espulsione anche per oltre due anni, in condizioni di isolamento, spersonalizzazione e degrado, in aperta violazione dell’art. 13 della Costituzione italiana che stabilisce che “la libertà della persona è inviolabile”. E sono anche “il luogo della negazione dei diritti umani, della civiltà e della democrazia, ‘luoghi patogeni’, in cui molte persone, negli scorsi anni, si sono tolte la vita o hanno tentato il suicidio per le condizioni insostenibili di permanenza. I CPR mettono a repentaglio la tenuta stessa della democrazia in Italia e in Europa, e rappresentano lo strumento di politiche regressive, razziste, antisociali e disumane”.
Legacoopsociali Campania afferma che a Castel Volturno, come nel resto del Paese, “non abbiamo bisogno di CPR ma di occupazione vera, garantita e duratura; di tutela sociale del diritto alla salute, all’istruzione e alla sussistenza. Abbiamo bisogno di tutte quelle azioni che fanno crescere il tessuto sociale, la tutela ambientale e creano le condizioni di una integrazione economica e sociale multiculturale, promuovendo una cultura della sicurezza basata sulla prevenzione e ancorata allo Stato di diritto”.
Per questo, Legacoopsociali Campania ribadisce “il convinto e fermo no alla costruzione del CPR a Castel Volturno e in ogni altro sito in Italia e in Europa, auspichiamo lo smantellamento dei siti già esistenti e la loro rigenerazione per scopi sociali e culturali, a cancellarne l’indegnità in un consesso che si dice civile, e la restituzione a beneficio della collettività”.
