BOLOGNA, CADIAI TRA I MIGLIORI DATORI DI LAVORO: 6° NEL SETTORE SANITÀ E SOCIALE

Cadiai bilancio

CADIAI è tra i migliori datori di lavoro in Italia. Nella classifica Italy’s Best Employers 2027, realizzata da Statista in collaborazione con Corriere della Sera, si posiziona al 136° posto tra le 450 aziende in classifica e conquista il 6° posto tra le 26 organizzazioni del settore “Sanità e Ambito Sociale” con un punteggio di 8,54 su 10.

Un riconoscimento prestigioso che trova la sua motivazione principale nella voce e nel giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno animano la Cooperativa. Essere considerati un “buon luogo dove lavorare” in CADIAI non è il frutto di uno slogan, ma il risultato di politiche concrete capaci di rispondere ai bisogni reali della persona, garantendo stabilità, benessere e rispetto dei diritti.

A spiegare il perché le persone scelgono di lavorare e rimanere in CADIAI sono i fatti e i numeri. Con 1.962 persone occupate e un’occupazione femminile che supera l’85,8%, la Cooperativa ha da sempre posto al centro della propria identità la tutela delle donne e la stabilità lavorativa. Su 1.828 dipendenti, ben 1.632 sono assunti a tempo indeterminato (quasi il 90%).

Sul fronte del benessere familiare e delle pari opportunità, CADIAI ha fatto da apripista in tempi in cui molte tutele non erano ancora standard di mercato: a partire dal garantire la maternità al 100% durante l’intero periodo di astensione obbligatoria per maternità e per gravidanza a rischio, anticipando di fatto le tutele del Contratto Collettivo Nazionale e sollevando le lavoratrici da qualsiasi penalizzazione economica.

Ha definito una settimana di periodo pienamente retribuito in caso di interruzione di gravidanza, per permettere alle lavoratrici un recupero a livello fisico ed emotivo senza alcuna decurtazione o penalizzazione retributiva.

Inoltre, per incentivare la condivisione dei carichi di cura, CADIAI promuove e valorizza il ruolo dei padri lavoratori, garantendo condizioni migliorative per la fruizione dei congedi parentali affinché la genitorialità sia un percorso condiviso fin dai primi giorni di vita del bambino.

Recentemente sono stati introdotti permessi retribuiti dedicati alle esigenze di cura e vicinanza familiare non contemplati dalle categorie tradizionali, affiancati da giornate parzialmente retribuite per bilanciare al meglio i tempi di vita e di lavoro.

L’attenzione alle persone si traduce anche nel riconoscimento economico ed equo delle competenze maturate sul campo. Di fronte alle trasformazioni delle professioni educative e alle incertezze introdotte dalla Legge 55/2024 e dal sistema degli albi professionali, CADIAI ha scelto di colmare in autonomia un vuoto normativo con il riconoscimento del livello D2 per educatrici ed educatori. Per evitare disparità salariali e valorizzare il know-how acquisito, CADIAI garantisce il passaggio e il riconoscimento del livello professionale D2 a tutto il personale educativo che matura almeno 5 anni di anzianità in Cooperativa, anche in assenza del titolo di studio formale prescritto dalle nuove norme. Una scelta d’avanguardia che premia la continuità operativa e la dedizione.

Ottenuta nel 2023 la Certificazione per la Parità di Genere, CADIAI continua ad aggiornare il proprio modello sociale per includere tutte le pluralità dell’organizzazione garantendo il congedo matrimoniale per unioni dello stesso sesso quando ancora non erano riconosciute dalla legge, all’adozione del Protocollo per la Carriera Alias per dipendenti in transizione di genere, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro, accogliente e confidenziale.

Inoltre sono stati attivati percorsi sul linguaggio inclusivo e le attività formative a contrasto della violenza di genere rafforzano la cultura della cura sia verso l’esterno sia all’interno dell’organizzazione.

“Essere al 136° posto assoluto e al 6° posto nel settore Sanità e Ambito Sociale è una conferma straordinaria del lavoro svolto insieme a tutta la nostra comunità” – dichiara Giulia Casarini, Presidente di CADIAI. “Abbiamo sempre cercato di non limitarci a seguire i cambiamenti, ma di comprendere per tempo i nuovi bisogni e trasformarli, quando possibile, in diritti, tutele e opportunità concrete. Questo riconoscimento ci spinge a continuare in questa direzione perché investire sulle persone, sulla stabilità dell’occupazione, sulle pari opportunità e sulla capacità di dare risposte nuove significa investire anche sulla qualità dei servizi che offriamo ogni giorno”.