PORDENONE: ECHI DI CURA, AL MIRS SI PROGETTA IL MUSEO DEMENTIA FRIENDLY

MIRS

Un’alleanza tra cultura, cura e comunità per rendere il Museo della Radio più accessibile alle persone con demenza e ai caregiver. È la prospettiva da cui nasce “Echi di cura”, percorso formativo ideato dalla Cooperativa sociale Itaca in collaborazione con Eupolis Studio Associato e realizzato con il Comune di Pasiano e il Museo Interattivo della Radio e della Società. Il progetto avvia al MIRS la prima sperimentazione dedicata alla costruzione di percorsi museali accessibili e Dementia Friendly.

Quattro le giornate previste, il 30 settembre e il 7, 14 e 21 ottobre, per mettere in dialogo professionalità del mondo museale e dei servizi dedicati alle persone con demenza. L’obiettivo è progettare esperienze culturali più inclusive e trasferibili, traducendole in proposte concrete, riconoscendo il museo come attore di welfare culturale e strumento di inclusione, capace di contribuire al benessere e alla partecipazione della comunità.

Il percorso è stato presentato la mattina del 21 settembre nella sede del MIRS in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Sono intervenuti il sindaco di Pasiano Marta Amadio, il referente del settore storico archeologico di Eupolis e direttore del MIRS Luca Marigliano, la vicepresidente e responsabile area anziani della Cooperativa Itaca Maria Marzullo, la presidente di Asp Casa Lucia Emanuela Tolot, il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore a cultura e sport Mario Anzil.

IL MUSEO COME SPAZIO DI PARTECIPAZIONE

Un museo può essere molto più di un luogo da visitare. Può contribuire al benessere della comunità attraverso la cultura, favorendo occasioni di incontro, orientamento, sollievo e partecipazione e creando condizioni di accoglienza per le persone con demenza e per chi se ne prende cura. Perché ciò accada, occorre mettere in relazione lo sguardo di chi conosce il patrimonio museale con le competenze di chi opera quotidianamente nella relazione di cura.

Il percorso formativo parte da questa complementarità per sperimentare pratiche condivise e contribuire alla costruzione di un museo più accogliente. La maggiore accessibilità culturale non coincide soltanto con la possibilità di entrare in uno spazio, ma riguarda anche la possibilità di orientarsi, comprendere, partecipare e vivere pienamente l’esperienza. Non un’attività “speciale”, separata dal resto, ma una trasformazione progressiva dell’offerta museale e una possibilità concreta di accesso alla cultura, alla relazione e alla cittadinanza.

COMPETENZE CHE SI INCONTRANO

“Echi di cura” è rivolto a educatori museali, operatori dell’accoglienza, professionisti dei servizi dedicati alle persone con demenza, educatori geriatrici e operatori coinvolti nella progettazione di esperienze culturali inclusive. La formazione offrirà strumenti per comprendere i bisogni, le risorse e le possibili fatiche delle persone con demenza e dei caregiver durante la fruizione culturale, osservando come spazi, tempi, linguaggi, stimoli e relazioni possano facilitare oppure ostacolare benessere e partecipazione.

L’incontro tra competenze diverse consentirà di costruire un linguaggio comune tra ambito museale e sociosanitario, valorizzando sia la conoscenza del patrimonio sia l’esperienza maturata nella relazione con le persone e le famiglie. L’inclusione diventa così accessibilità concreta: una progettazione consapevole di ambienti, tempi, linguaggi, strumenti e modalità di accoglienza.

DALLA FORMAZIONE ALLA SPERIMENTAZIONE

Ideato dalla Cooperativa sociale Itaca in collaborazione con Eupolis Studio Associato, “Echi di cura” nasce dall’incontro tra due progettualità sostenute dalla Regione Friuli Venezia Giulia: il percorso sviluppato da Itaca nell’ambito del welfare di comunità dedicato ai musei e la programmazione delle attività del MIRS, che prevede anche uno specifico processo formativo. Una convergenza resa possibile dal sostegno degli assessorati regionali alla Salute e Politiche sociali e alla Cultura.

“Echi di cura” prevede 20 ore di formazione che alterneranno inquadramenti, casi, osservazione guidata, attività esperienziali, confronto tra pari e workshop di co-progettazione. Saranno affrontati il quadro di base dell’Alzheimer e delle fragilità cognitive, il museo come ambiente educativo e relazionale, l’approccio Gentlecare, la biografia come risorsa e le modalità di comunicazione accessibile.

Il lavoro non resterà sul piano teorico. Dalla sensibilizzazione si passerà alla progettazione di proposte reali e sostenibili per il MIRS, come visite, laboratori o materiali informativi Dementia Friendly. L’esito atteso è la costruzione di strumenti capaci di favorire familiarità, orientamento, relazione e presenza sociale, riconoscendo le persone con demenza come parte della vita culturale della comunità e il museo come soggetto attivo nel promuovere diritti, benessere e partecipazione.

QUATTRO GIORNATE DI LAVORO

Il percorso, gratuito e riservato a un massimo di 20 partecipanti, prevede quattro giornate. I primi due incontri si svolgeranno al MIRS di Pasiano: mercoledì 30 settembre, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30, e mercoledì 7 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30. Le successive giornate, dedicate ai workshop di progettazione, sono in programma mercoledì 14 e 21 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30 alla Casa del Popolo di Torre (Pordenone). Sei posti sono riservati alla Cooperativa Itaca.

IL MIRS, UN MUSEO CHE RACCONTA LA SOCIETÀ

Il MIRS – Museo Interattivo della Radio e della Società, in via Roma 115 a Pasiano, nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare la collezione donata dal ricercatore pasianese Pier Giorgio Vendramini. Radio storiche, postazioni sperimentali, laboratori e materiali interattivi compongono un percorso che racconta come la radio abbia trasformato la comunicazione, la cultura e la società. La sua vocazione educativa e partecipativa ne fa un contesto particolarmente coerente con la sperimentazione promossa da “Echi di cura”.

INTERVENTI

Marta Amadio sindaco di Pasiano di Pordenone

Impegnandoci come Amministrazione comunale in questo progetto innovativo e sperimentale, raccogliamo un’altra sfida per un comune di medie dimensioni come Pasiano di Pordenone, a neanche due anni di apertura del MIRS, compiendo un passo importante verso la comunità che apre anche le porte della cultura alle persone fragili, colpite da malattie dementigene e ai caregiver loro familiari, con lo scopo di contrastare isolamento e stigma che spesso queste patologie fanno innalzare come muri. Ringraziamo per la rete di collaborazione messa in campo e la Regione Fvg per le risorse destinate a progetti di sensibilizzazione. Vogliamo dimostrare come anche il Museo di Pasiano possa essere un laboratorio vivo di benessere sociale e desideriamo un paese dove nessuno si senta invisibile, dove la cura passi attraverso la condivisione di percorsi che riconoscono la storia locale e la bellezza del patrimonio, dove ogni spazio pubblico sappia accogliere anche le fragilità.

Luca Marigliano direttore del MIRS

Nel progettare il MIRS ci siamo impegnati a trovare delle soluzioni che fossero realmente orientate alla creazione di un Museo innovativo nei percorsi, nelle soluzioni espositive e nei linguaggi. Questo obiettivo è stato anche perseguito dal punto di vista dei servizi che la nostra istituzione museale propone: didattica per le scuole e per tutte le età, servizi guidati, di divulgazione e mediazione culturale, iniziative ed eventi per tutte le fasce di pubblico, dagli specialisti ai curiosi.

In questo quadro si inserisce il progetto “Echi di cura”, che intende rispondere in maniera concreta a uno dei principi fondamentali indicati e ribaditi in primo luogo dall’ICOM, nella Definizione di Museo del 2022: “Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano in modo etico e professionale e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”. Per ottenere questo importante risultato è, quindi, essenziale un percorso formativo e di studio che coinvolga ambiti e professionalità differenti. “Echi di cura” intende essere questo.

Maria Marzullo vicepresidente e responsabile area anziani della Cooperativa Itaca

La Cooperativa sociale Itaca promuove la collaborazione tra i servizi di cura e le istituzioni culturali per contribuire alla costruzione di comunità più accoglienti, capaci di riconoscere il valore delle relazioni, della creatività e della partecipazione come elementi essenziali del benessere individuale e collettivo. L’arte rappresenta una risorsa preziosa nell’ambito del lavoro di cura, poiché offre opportunità di espressione, relazione e benessere che vanno oltre la risposta ai bisogni assistenziali.

In un contesto accogliente e non giudicante, la visita museale offre opportunità di dialogo, partecipazione e condivisione, contribuendo a contrastare l’isolamento sociale e a promuovere il benessere della persona e dei suoi familiari. In questo senso, i luoghi della cultura non sono soltanto spazi da visitare, ma autentiche risorse di comunità capaci di sostenere percorsi di cura e inclusione.

Emanuela Tolot presidente di Asp Casa Lucia

Il Cda dell’Asp Casa Lucia guarda con preoccupazione alla diffusione delle malattie dementigene nei territori, anche quello a cui fa riferimento la nostra casa di riposo. Da tempo ci siamo impegnati per promuovere una cultura della prevenzione di queste malattie, con una prima campagna di screening con test cognitivi ad ottobre dell’anno scorso, che è continuata presso il centro diurno in nostra gestione nei primi sei mesi dell’anno. Contestualmente, abbiamo rilanciato il progetto di un ampliamento di Casa Lucia, specificatamente su questo tema. L’ampliamento prevede 28 nuovi posti letto per persone con Alzheimer e un centro diurno da 20 posti dedicato alle demenze. L’iter del progetto è in fase avanzata e ha già ottenuto i pareri positivi degli organi competenti e si accinge a sviluppare la fase esecutiva.

Guardiamo con favore e supportiamo tutte le iniziative che i Comuni della nostra casa di riposo mettono in campo, tra cui favorire l’accessibilità alle persone fragili ai musei e agli spazi culturali come sta facendo nello specifico il Comune di Pasiano. Contemporaneamente stiamo lavorando per accrescere le conoscenze e la sensibilità dei nostri operatori verso le tematiche delle persone con malattie dementigene.

Mario Anzil vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore a cultura e sport

Ringrazio il Comune di Pasiano di Pordenone, la Cooperativa sociale Itaca ed Eupolis Studio Associato per aver dato vita a questa iniziativa e i professionisti che metteranno le proprie competenze a disposizione del progetto. “Echi di cura” ci invita a considerare l’accessibilità come parte integrante della progettazione culturale, dalla scelta dei linguaggi alla durata delle attività, fino al modo in cui accogliamo il pubblico. La cultura è una rielaborazione soggettiva delle esperienze vissute: il patrimonio di un museo può quindi acquistare un valore personale attraverso la sensibilità di chi lo incontra, suscitando impressioni e ricordi diversi.

Gli apparecchi raccolti al MIRS raccontano una storia fatta anche delle abitudini, delle attese e delle emozioni delle persone che li hanno utilizzati: questa vicinanza all’esperienza individuale rappresenta un punto di partenza prezioso. La Regione, tramite l’assessorato alla cultura, sostiene il percorso nell’ambito della programmazione delle attività museali, nella convinzione che valorizzare il patrimonio significhi anche ampliare le possibilità di fruizione e contribuire a creare luoghi nei quali sia più bello vivere. I musei possono svolgere un ruolo importante quando diventano presenze consuete nel territorio, spazi nei quali entrare con curiosità e tornare volentieri.