MONTORO, L’ARTE CHE CURA: LA VISIONE INNOVATIVA DELLA COOPERATIVA “ISOLA CHE C’È”

Montoro

Nel cuore di Montoro, tra le pietre antiche di un palazzo del 1500, prende forma un nuovo modo di fare welfare. È quello promosso dalla Cooperativa Sociale “Isola che c’è”, che ha scelto di coniugare servizi sociali, arte e cultura in un modello capace di parlare alle persone con linguaggi diversi, più profondi, più coinvolgenti.

La sede operativa della Cooperativa è oggi presso il Palazzo Macchiarelli, edificio storico restituito alla comunità grazie al progetto “Itinera – Itinerari per l’innovazione sociale”, finanziato da Fondazione CON IL SUD nell’ambito del Bando storico-artistico-culturale 2014. Un’esperienza che ha rappresentato una svolta: non solo recupero architettonico, ma rigenerazione sociale e culturale.

Proprio da quella intuizione – unire patrimonio storico, cultura e servizi alla persona – è nata l’attuale impronta innovativa della Cooperativa.

Un nuovo approccio al sociale: dall’ascolto alla performance

La Cooperativa “Isola che c’è” opera nei servizi sociali con un’ottica nuova, orientata alla promozione del benessere, all’abbattimento degli stereotipi di genere, al sostegno delle minoranze, delle persone con disabilità, delle donne in condizione di fragilità.

Ma ciò che rende distintivo il suo intervento è il metodo: l’arte come strumento di attivazione, consapevolezza e partecipazione.

Performance teatrali, musica dal vivo, installazioni artistiche, linguaggi digitali e interattivi diventano strumenti di prevenzione e sensibilizzazione. Non semplici eventi, ma esperienze immersive capaci di “agganciare” il pubblico – giovani, famiglie, scuole, comunità – in maniera autentica.

Questo approccio si sta rivelando particolarmente efficace nei percorsi dedicati alla prevenzione della violenza di genere e al contrasto del bullismo, perché supera la lezione frontale e costruisce uno spazio emotivo condiviso.

“Anticorpi di Conoscenza su bullismo e cyberbullismo”

È in questa cornice che si inserisce il progetto “Anticorpi di conoscenza sul Bullismo e il Cyberbullismo”, affidato dalla Scabec (Società Campana Beni Culturali) nell’ambito degli interventi di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo.

Il format è originale e multidisciplinare: informazione scientifica e performance artistica si alternano in un dialogo continuo tra psicologi, psicoterapeuti, avvocati, attori, musicisti, scultori, web designer e pubblico.

L’incontro si apre con una potente immagine simbolica: un manichino vestito di tulle bianco, rappresentazione della purezza originaria dell’individuo, che durante la performance viene progressivamente “macchiato” dalla scultrice, a simboleggiare i traumi lasciati dal bullismo e dal cyberbullismo. Letture accompagnate dal violoncello con testimonianze di giovani vittime e azioni sceniche che evocano la frantumazione dell’identità, si alternano ad approfondimenti legali sulle responsabilità penali e genitoriali, interventi psicologici per comprendere il fenomeno e simulazioni interattive sui meccanismi di viralità dei contenuti online e sul riconoscimento dei deepfake.

Non si tratta di una conferenza, ma di una “performance totale”, immersiva ed esperienziale. Il pubblico non è spettatore passivo: partecipa, interviene, riflette. È proprio questa formula a determinare il successo degli incontri, perché consente di sviluppare pensiero critico e responsabilità digitale attraverso il coinvolgimento emotivo.

Un tour nei grandi siti culturali della Campania

Gli incontri si svolgeranno in alcuni dei più prestigiosi siti culturali regionali, con visita guidata inclusa al termine di ogni appuntamento:

  • Museo Archeologico Nazionale di Napoli
    14 marzo 2026 (10.00–13.30)
    15 maggio 2026 (15.00–18.30)
    16 maggio 2026 (10.00–13.30)
  • Pinacoteca Provinciale di Salerno
    21 marzo 2026 (10.00–13.30)
    10 aprile 2026 (15.00–18.30)
  • Reggia di Caserta
    28 marzo 2026 (10.00–13.30)
    11 aprile 2026 (10.00–13.30)
  • Museo del Sannio
    18 aprile 2026 (10.00–13.30)
  • Carcere Borbonico di Avellino
    9 maggio 2026 (10.00–13.30)

Portare il tema del bullismo dentro luoghi simbolo della cultura significa ribadire che la prevenzione è un fatto collettivo, che coinvolge istituzioni, territorio e patrimonio storico.

 

Dal recupero di un palazzo alla rigenerazione delle relazioni

L’esperienza di “Itinera” ha insegnato alla Cooperativa che i luoghi non sono solo contenitori, ma generatori di senso. Restituire Palazzo Macchiarelli alla comunità di Montoro ha significato creare uno spazio di incubazione sociale, culturale ed educativa: un polo multifunzionale capace di connettere tradizioni locali, sviluppo d’impresa sociale, cantieri educativi e produzione artistica.

Oggi quell’esperienza si traduce in un modello operativo che integra arte, cultura e servizi sociali come leve di trasformazione.

L’arte diventa strumento di prevenzione.
La cultura diventa spazio di dialogo.
Il patrimonio storico diventa motore di inclusione.

“Anticorpi di conoscenza sul Bullismo e il Cyberbullismo”,” rappresenta uno degli esempi più significativi di questa visione, che la Cooperativa sta progressivamente estendendo anche ad altri ambiti di fragilità sociale. Tra questi, particolare attenzione è rivolta alle azioni di contrasto alla violenza di genere.

La Cooperativa “Isola che c’è”, gestore del Centro Antiviolenza NEMESI dell’Ambito Territoriale A5, promuove percorsi innovativi e partecipativi di sensibilizzazione e prevenzione anche nelle scuole, riconosciute come luoghi fondamentali per intervenire in modo precoce sui modelli culturali e relazionali che alimentano le disuguaglianze e la violenza.

In un tempo in cui i fenomeni di esclusione e aggressività si diffondono con rapidità, la risposta della Cooperativa “Isola che c’è” parte da un presupposto semplice e potente: per cambiare i comportamenti bisogna prima toccare le coscienze. E l’arte, più di ogni altra cosa, sa farlo.