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#VENTIDIPARTECIPAZIONE: L'INTERVENTO DI ELEONORA VANNI

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vanni_forum_2017.jpgAll'evento per i 20 anni del Forum nazionale del Terzo Settore la presidente di Legacoopsociali e coordinatrice della Consulta economia sociale del Forum è intervenuta alla tavola rotonda sulle prospettive future del terzo settore. Ecco cosa ha detto

 

 

 

 

L’economia sociale a #VentidiPartecipazione, l’evento per i 20 anni del Forum nazionale del Terzo settore. Oggi a Roma, al centro congressi di via Frentani, una tavola rotonda ha riunito diversi soggetti del mondo delle Fondazioni, dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato sul tema del futuro e dello sviluppo sostenibile. Tra gli interventi c’è stato anche quello di Eleonora Vanni, presidente nazionale di Legacoopsociali e coordinatrice della Consulta economia sociale del Forum Terzo Settore.

“All’interno del terzo settore – ha esordito Vanni - ci sono stati momenti contraddittori rispetto alle attività economiche gestite dalle nostre organizzazioni. Dal pensarle come un elemento in assoluta contraddizione con la natura delle organizzazioni, al pensarle come uno degli elementi qualificanti del ruolo e del peso nel sistema. Nella relazione della portavoce ci sono numeri significativi a questo proposito che vengono puntualmente messi in relazione con l’interesse generale è il capitale sociale prodotto. A proposito di obiettivi di sviluppo sostenibile l’economia sociale che mette al centro le persone e la loro partecipazione responsabile, è la precondizione per non parlare solo di crescita economica ma di sviluppo umano e sociale”.

“Tutto questo non vuol dire che gli strumenti dell’economia di mercato – ha sottolineato la presidente di Legacoopsociali - o della finanza non possano dialogare con le nostre organizzazioni. A partire dalla storica collaborazione con le Fondazioni di origine bancaria, fino agli strumenti della “finanza a impatto sociale” che hanno avuto impulso dalla Riforma del TS,si evidenzia che, condividendo gli obiettivi, si può concorrere fra soggetti diversi allo sviluppo degli enti del terzo settore”.

“Siamo stati definiti per sottrazione prima della Riforma – ha aggiunto - non eravamo Stato né mercato. Ora siamo riconosciuti come un soggetto che può contribuire in maniera importante anche allo sviluppo economico, diciamo noi,magari contaminando positivamente quelle derive economiche e finanziarie che ci hanno portato a maggiori disuguaglianze e povertà.

“In ultimo – ha concluso Vanni - preme sottolineare che la produzione di valore economico coniugato al sociale, non è prerogativa dell’impresa sociale, ma di tutte le organizzazione del terzo settore, seppure agita con modalità e strumenti diversi”. 

 

 

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