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DECRETO IMMIGRAZIONE: NO A RUOLO DI PUBBLICO UFFICIALE PER GLI OPERATORI SOCIALI

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0.-0-0-0-0-0-0-0-0-0-0-2_accoglienza.jpgLegacoopsociali nazionale esprime piena contrarietà a quanto enunciato al Capo II “Misure per la semplificazione e l'efficienza delle procedure innanzi alle Commissioni territoriali” e chiede attuazione Carta per la buona accoglienza

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Decreto Immigrazione: no al ruolo di pubblico ufficiale per gli operatori sociali

Legacoopsociali: “attuiamo la Carta per la buona accoglienza delle persone migranti”.

 

Roma, 13 marzo 2017 -  Legacoopsociali nazionale ha dichiarato il suo impegno di accoglienza a favore delle persone migranti nella Carta per la buona accoglienza delle persone migranti, presentata da Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, ANCI – Associazione Nazionale Comuni d’Italia e Alleanza Cooperative Sociali Italiane il 18 maggio 2016. La Carta fa riferimento alle Linee Guida e al Manuale Operativo SPRAR prevedendo «il superamento del sistema duale con l'assorbimento graduale nel sistema SPRAR, come processo di accreditamento permanente sulla base di una procedura selettiva e rigorosa dei progetti».

Ciò detto, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (GU n. 40 del 17-02-2017) del Decreto Legge 17 febbraio 2017, n. 13 "Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale", si ribadisce quanto segue:

Legacoopsociali nazionale esprime piena contrarietà a quanto enunciato al Capo II “Misure per la semplificazione e l'efficienza delle procedure innanzi alle Commissioni territoriali”, Art. 6 “Modifiche al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25”, 1 a) 3-septies: "Nello svolgimento delle operazioni di notificazione di cui al comma 3-ter, il responsabile del centro o della struttura è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto di legge".

Nella Carta ci si riferisce al ruolo della cooperazione sociale, chiamata «a supportare i processi di accoglienza e integrazione», quale medium tra le istituzioni governative e locali, la società ospitante e il migrante al fine di far cogliere «le opportunità e i doveri che possono derivare da questa interazione, in un circuito virtuoso tra diritti da tutelare e utilità sociali da condividere».

Si tratta di un rapporto di terzietà a garanzia e tutela dei diritti dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, beneficiari dei servizi di accoglienza e assistenza, delle istanze della comunità locale e, da ultimo, dei processi di inclusione sociale. Pertanto attribuire al cooperatore sociale il ruolo e la funzione di pubblico ufficiale significa operare una sovrapposizione impropria in termini di opportunità poiché lesiva della relazione fiduciaria fondante l’efficacia dell’agire sociale che deve operare in un’ottica di «sensibilizzazione bidirezionale migrante - società ospitante», assicurando al primo la necessaria equidistanza dalle istituzioni funzionale all’esercizio della propria cittadinanza attiva nella comunità locale.

Legacoopsociali nazionale, in accordo con quanto dichiarato da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), esprime, altresì, piena contrarietà a quanto enunciato al Capo III “Misure per l'accelerazione delle procedure di identificazione e per la definizione della posizione giuridica dei cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale e del traffico di migranti”, Art. 19 “Disposizioni urgenti per assicurare l'effettività delle espulsioni e  il potenziamento dei centri di permanenza per i rimpatri” ovvero all’istituzione e all’ampliamento della rete dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (già Centri di Identificazione e Espulsione) tramite la distribuzione delle strutture sul territorio nazionale, così come a ogni tipo di azione o di provvedimento che determini l’incremento di provvedimenti amministrativi di espulsione caratterizzati da automatismo e da assenza di adeguata valutazione delle situazioni individuali a partire dalla presa d’atto degli esiti fallimentari della pregressa esperienza dei Centri di Identificazione e Espulsione, in termini di condizioni umane degradanti, costi elevati, numero limitato di stranieri rimpatriati, etc.

 

Legacoopsociali nazionale auspica la riforma delle norme legislative in vigore (TU immigrazione emanato con d.lgs. 286/98 modificato dalla L. 189/02) che producono, inevitabilmente, irregolarità negli ingressi e nei soggiorni. Legacoopsociali nazionale auspica, altresì, l’avvio di un tavolo di concertazione tra gli enti firmatari della Carta a livello nazionale affinché i processi di accoglienza e di integrazione ivi enunciati possano trovare piena attuazione.

 

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